Danny Bronzini

Danny Bronzini chitarrista, cantante, classe 1995 considerato dal pubblico e dalla critica come il nuovo talento del “blues made in Italy”. Danny si innamora della musica blues sin da piccolo, ascoltando cd trovati in casa e inizia a mettere le mani sul manico della chitarra giovanissimo e, viste le capacita’, il ragazzino a 13 anni inizia a prendere lezioni dal maestro di chitarra blues pistoiese Nick Becattini, e si iscrive alla Scuola Superiore di Musica Lizard di Fiesole (FI). Danny, nonostante la giovane età, vanta gia’ un curriculum di tutto rispetto, infatti ha già  suonato (e in alcuni casi collaborato) con musicisti come: Cris Pacini, Peewee Durante, Matteo Sodini, Davide Malito, Carlo Romagnoli, Borrkia Big Band ed altri… Inoltre ha aperto i concerti  diTexas Slim, Modena City Ramblers, Ellade Bandini Trio e B.B.King, ha  suonato in vari eventi come Musicastrada, Musica W Festival, Valdera Rock, Bluesacco e nei vari locali e pub italiani.

Gli artisti e le band a cui si ispira sono molteplici.. i principali   possono riassumersi in:

B.B.King, Muddy Waters, Matt Schofield, Robben Ford, Jimi Hendrix, Stevie Ray Vaughan, Albert King, Freddy King, John Mayer, The Meters  etc….e attraverso l’ascolto di vari fraseggi musicali Danny ha costruito il suo stile che spazia nel blues, nel jazz,e nel funk blues, rimanendo sempre fedele alla musica afroamericana.

Il 2012 per Danny e’ stato l’anno della consacrazione, infatti si e’ iscritto con la band Danny Bronzini Trio  a 3 contest italiani (Pistoia Blues, Torrita Blues, Torre Alfina Blues) classificandosi Primo in tutte e tre le manifestazioni e, di conseguenza, suonando su quei prestigiosi palcoscenici.

Attualmente Danny suona con 2 band e un duo acustico che sono: Danny Bronzini Trio, RedNeck,e il duo acustico con il maestro ed amico Filippo Antonini anche lui chitarrista.

Danny Bronzini Trio

La formazione della Danny Bronzini Trio e’ composta oltre che da Danny  alla chitarra & voce, da Mario Ginesi alla batteria e Luca Chiellini all’hammond.

RedNeck

La formazione dei RedNeck e’ composta oltre che da Danny alla chitarra & voce, da Enrico Cecconi alla batteria, Renato Marcianò al basso, e Peewe Durante alle tastiere.

mailto:mbronz@alice.it

Gennaro Porcelli

Napoletano doc, classe 1981, Gennaro Porcelli ne ha fatta di strada per arrivare dove è oggi: attuale chitarrista di Edoardo Bennato e leader del trio “Gennaro Porcelli & the Highway 61”, considerato da pubblico e critica uno dei più promettenti talenti del blues “made in Italy”. Non a caso può vantare un curriculum di tutto rispetto: Alex Britti (tour 2006/2007), Louisiana Red, Bobby Dixon (figlio del più famoso Willie Dixon), Nathaniel Peterson, Kenny Neal, Abi Wallestein, Carvin Jones, Ronnie Jones, Ernesto Vitolo, Tony Esposito, Roberto Ciotti, Antonio Onorato, Rudy Rotta, Beppe Grillo, Lino Cannavaciuolo, Piero Pelu’, Blue Stuff, Lello Panico, Maurizio Capone, Enzo Avitabile, Eugenio Bennato, Tullio De Piscopo, Morgan, Pino Scotto, Tre Allegri Ragazzi Morti, Claudio Baglioni sono solo alcuni dei nomi illustri con cui Gennaro ha avuto il piacere di suonare; Hot Tuna, Eric Sardinas, Corey Harris, Lil ‘Ed & The Blues Imperials, Louisiana Mojo Queen, Tolo Marton, Uli John Roth, Billy Branch, Renzo Arbore, Robben Ford e altri ancora, appartengono invece alla lista di musicisti affermati con cui ha potuto condividere il palco. Degna di nota, inoltre, è la sua recente performance live con il chitarrista texano Buddy Whittington, storico componente dei Bluesbreakers di John Mayal.
Definiti “powerfull”, i suoi concerti sembrano ripercorrere proprio l’Highway 61, ovvero la nota autostrada americana lungo la quale i vari stili di Blues e Southern rock si sono sviluppati, proponendo così un repertorio che spazia dal Chicago style a quello di New Orleans, dallo stile di Austin a quello di Memphis.

http://www.gennaroporcelli.com

Stefano Ronchi Blues Band

Stefano Ronchi, chitarrista e cantante blues genovese, classe 1982.

Laureato in Storia della Musica presso la Facoltà di Lettere e Filosofia di Genova, diplomato in chitarra jazz presso il conservatorio N. Paganini di Genova.

Il suo percorso professionale, cominciato nel 2005, ha attraversato generi musicali totalmente differenti, dal bluegrass al pop (Zibba & Almalibre, Bunna –Africa Unite- Moony, Monica Hill, Los Locos, Umberto Smaila, e molti altri) fino al jazz (vincitore Premio delle Arti di Messina 2009, vincitore Premio Paolo Martino 2009), portandolo infine a realizzare il sogno di suonare il Blues, ciò che ha sempre amato di più, con una propria e affiatata Blues Band.

L’ amore per TUTTA la musica, oltre che essere una “dote di natura”, è sicuramente frutto dell’aiuto e dello studio fatto con quelli che sono stati i suoi principali maestri: Robben Ford, Paolo Bonfanti, Alessio Menconi, Piero Leveratto, Giampaolo Casati e Alberto Malnati.

In questi anni ha avuto l’opportunità di maturare una notevole esperienza sia in studio (dischi editi con Warner, Videoradio, Volume Records, Maia Records, ecc..) sia dal vivo, calcando alcuni dei palchi più belli e importanti a livello nazionale: Blue Note (Milano), Auditorium della Musica (Roma), Villa Celimontana International Jazz Festival (Roma), Carpino Folk Festival (Bari), Tuscia in Jazz Festival (Viterbo), Nuvolari Festival (Cuneo), Castelfranco Blues Festival (Castelfranco Emilia), Torrita Blues Festival (Torrita di Siena), Brianza Blues Festival (opening act per The Blues Brothers), Sori Jazz Festival (opening act per Brian Auger), Ferrara Buskers Festival (Ferrara), Biella Jazz Club (Biella), Count Basie Jazz Club (Genova), e molti altri.

Il primo “sigillo” nel Blues è il disco “Honeysuckers from the green valley” (2010), registrato con un quartetto composto da tre dei più titolati musicisti jazz nel panorama nazionale: Alberto Malnati, Rodolfo Cervetto e Luca Dell’Anna. Il disco ottiene un’ottima recensione dalla rivista francese “Blues & Co”, che nell’occasione descrive Stefano come uno dei più talentuosi chitarristi jazz blues nazionali.

Ma il viaggio più importante Stefano lo fa “indietro”; partito da sonorità moderne alla Robben Ford , ha progressivamente scavato nella storia del Blues, andando fino alle radici, dove finalmente si è sentito “a casa”. Nei suoi viaggi a Chicago ha avuto l’onore di suonare con maestri del Chicago blues: Lurrie Bell, Billy Branch, Jimmy Burns, Linsey Alexander, Mary Lane, James Wheeler, solo per citarne alcuni. Tutto questo percorso, e questo insieme di esperienze musicali e personali, è stato messo su un disco, il suo primo da solista, in uscita ad agosto 2012, “I’m ready”.

-La band-

Insieme al disco solista è nata anche una band, incaricata di portarlo in giro: la Stefano Ronchi Blues Band. Ne fanno parte amici di vecchia data, ma anche musicisti conosciuti negli ultimi anni, per merito delle nuove collaborazioni a cui Stefano ha preso parte, tra cui la più importante è sicuramente quella con il cantautore ligure Zibba e la sua band: gli Almalibre.

La STEFANO RONCHI BLUES BAND è dunque composta da:

Stefano Ronchi: chitarra, voce
Max Vigilante: piano, voce
Stefano Cecchi: basso
Marco Fuliano: batteria
Fabio “Kid” Bommarito: armonica

Il suono della band principalmente si ispira al Chicago Blues, in cui si vengono a fondere una vena più elegante, che richiama il primo BB King, e una più aggressiva, nello stile di Albert King, John Lee Hooker, Clarence Gatemouth Brown, e altri ancora. Non mancano parentesi acustiche, in cui Stefano imbraccia dobro e slide, e accompagnato dalla band riporta gli ascoltatori alle sonorità di uno dei suoi bluesmen preferiti: Skip James.

www.stefanoronchiblues.com