Veronica & The Red Wine Serenaders

Veronica & The Red Wine Serenaders è un progetto musicale nato nel 2009 che coinvolge musicisti appassionati di country blues e ragtime, di hokum e jug band music e di tutta la musica popolar-rurale degli anni ’20 e ’30. Veronica Sbergia, Max De Bernardi e Alessandra Cecala girano l’Europa in lungo e in largo cercando di mantenere viva questa ricchissima e preziosa tradizione musicale, rispettandone, si, il linguaggio e l’intenzione originari, ma adattandone il contesto ai giorni nostri. Un concerto che non è solo concerto ma un viaggio attraverso le piantagioni del sud degli Stati Uniti, i bordelli di New Orleans, il proibizionismo con tutti i suoi controsensi, le barrelhouses del Delta del Mississippi e le prigioni della Louisiana, un percorso che si snoda sul filo delle voci delle grandi cantanti degli anni Venti e delle registrazioni sul campo dei bluesman dimenticati, fino ad arrivare al blues urbano della Grande depressione del ’29. Una sorta di carrozzone circense dove con gli strumenti della tradizione musicale americana (chitarre resofoniche e acustiche, ukulele, banjo, washboard, kazoo) ci faranno scoprire l’attualità spiazzante della musica degli anni ’20 e ’30.Un carrozzone sempre in viaggio con il quale incontreremo Robert Johnson, Blind Blake, Memphis Minnie, Casey Bill Weldon, Leadbelly, il Reverendo Gary Davis, Sister Rosetta Tharpe, i Mississippi Sheiks, la Memphis Jug Band, Woody Guthrie, Bessie Smith….e le loro storie. Storie di prostitute, disoccupati, ubriaconi, giocatori d’azzardo e cuori spezzati affrontati con ironia e passione, storie di donne e uomini comuni alle prese con le gioie e i dolori della vita di tutti i giorni.

Tra ragtime, folk, pre-war blues, early jazz e spiritual ascolterete la voce e il suono della fascia più debole della popolazione americana e per questo forse la più autentica ed evocativa. Vi sorprenderete scoprendo quante analogie ci siano tra il passato e il presente.
Veronica & The Red Wine Serenaders si sono esibiti in Francia, Svizzera, Ungheria, Spagna, Inghilterra, Caraibi e Italia.

Dicono di noi:
“La più bella realtà europea in fatto di country-blues, ragtime, hokum e jug-band music “Il Buscadero
“Il più credibile gruppo che rinverdisce i fasti dei Mississippi Sheiks…”Il Blues
“Good time blues is alive and well and residing in… Milan, Italy. A band with a mission”Folk & Roots Magazine
“Dovrebbe far riflettere il successo che l’operazione di Veronica Sbergia e Max De Bernardi sta ottenendo in tutta Europa” – Chitarre
“La sua musica e’ come i vestiti che indossa: vintage con rivisitazioni contemporanee”Il Corriere della Sera
“Un disco cosi’ meriterebbe il “botto” perchè il duo fa maledettamente sul serio”D La Repubblica delle Donne

Organico:

Veronica Sbergia: voce, ukulele, washboard, kazoo
Max De Bernardi: chitarre National resofoniche, ukulele, chitarra acustica
Alessandra Cecala
: contrabbasso

Discografia:

Ain’t nothin’ in ramblin’ – Autopr. (2007)
Veronica & The Red Wine Serenaders – Totally Unnecessary Records (2009) D.O.C.- Totally Unnecessary Records (2011)
Old Stories for Modern Times – Totally Unnecessary Records (2012)

“Old Stories for Modern Times” is the new album of Veronica Sbergia and Max De Bernardi, irreplaceable souls of Red Wine Serenaders, ensemble acclaimed by the national press as “The most beautiful European reality in terms of countryblues, Ragtime, Hokum and ‘Jugband music “(The Buscadero). The album entirely acoustic recorded between the months of May and December 2011 in mono and mixed tape through analog consolle.

The production was strictly focused to keep the original sounds of the instruments at the possible best, as well as the dynamics and associated ripples, capturing the natural reverberation of the environment by the use of panoramic microphones and limiting the “digital intrusions.”
This album is actually a small excursion into rural American popular-music from the early years of the last century, where great songs are reinterpreted by artists like Big Bill Broonzy, Memphis Minnie, Jimmie Rodgers, Sidney Bechet, Lucille Bogan, Bo Carter, Delmore Brothers …

The songs are chosen by a repertoire ranging from 1910 to 1939, indeed a real invitation to the rediscovery or, in some cases, the discovery of the characters that have made great this music with their stories; songs that bring fun, deeply moved, rhythms for dancing or being rocked.
Among ragtime, folk, pre-war blues, early jazz and gipsygrass, you will listen in reality to the voices of the poorest of the U.S. population and, reason to this, perhaps the most authentic and evocative.

You will be surprised discovering how many similarities there are between the past and the present days. Hence the title “Old Stories for Modern Times”, because historical memory is now more important than ever.
Voices, resophonic guitars, washboard, ukulele, mandolin, harmonica, bass will be guide stars in a journey through the atmosphere of the Vaudeville, the medicine show, the first brothels of the 1900 and cotton plantations. An irresistible mix of sounds so healthy !

Embellishing the album with their art and skill are two exceptional guests : Sugar Blue (a legendary harmonica player in the past alongside the Rolling Stones, Bob Dylan, Willie Dixon and Frank Zappa) and the world master of resophonic guitar, Bob Brozman.

Veronica and Max have performed in France, Hungary, England, Switzerland, Spain, Croatia, Austria. The record “Veronica & The Red Wine Serenaders” won the prize for originality “Out of Control” (MEI) in 2010, awarded by a jury held by Giordano Sangiorgi, Gianni Lucini, Marco Denti, Marino Severini (Gang) and Michele Anelli; while the album “DOC” was voted as best CD of the year 2011 by readers of Rootshighway. Veronica was also the first Italian artist to be invited to the prestigious Mustique Blues Festival 2012, event in order charity that takes place in the beautiful Caribbean.

“On la croirait presque directement arrivée de l’époque des Bessie Smith et autres grandes légendes du blues, et pourtant Veronica Sbergia n’est ni vieille, ni noire, ni même américaine mais tout bonnement jeune et italienne”. Blues sur Seine

“Un disco così meriterebbe il botto”. D La Repubblica
“Il più credibile gruppo che rinverdisce i fasti dei Mississippi Sheiks”. Il Blues

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Marcello Milanese

Da più di 20 anni Marcello Milanese vive tutti colori del Blues, supportato da una inconfondibile voce e da un talento chitarristico potente e personale.
Marcello Milanese (one man band)  passa dalle ballad, al rock’n’roll della Sun Records al Blues della Chess di Chicago fino allo slide del Delta.

Marcello Milanese 338 31 68 946
marcelloblues@alice.it

Gabriel Delta

Chitarrista, cantante, compositore e bandleader, Gabriel Delta è stato sedotto dal blues di B.B. King durante la sua gioventù a Buenos Aires. Nel 1988 è emerso nella competitiva scena musicale argentina grazie a un’attenta alchimia sonora che fondeva elementi del blues chitarristico del periodo d’oro (oltre a B.B., maestri gli furono i due altri sovrani dello strumento, Albert e Freddie King) con l’inventiva del be-bop e l’espressionismo funky e rhythm & blues.

Tuttavia, Gabriel non ha mai tradito le sue radici latine, alternando nelle canzoni l’uso dell’inglese a quello della madrelingua e integrando nel repertorio i panorami musicali di Memphis e Chicago con quelli pop e folk della sua terra.

La formula, sperimentata con successo in America Latina, si rivelerà vincente anche nella nuova fase della sua carriera. Trasferitosi in Italia nel 2003, diviene protagonista e cittadino in Europa con il gruppo Gabriel Delta & The Hurricanes, costituito insieme al fratello batterista Fernando “Conejo” Trombetta e altri musicisti locali.

Durante la sua carriera bicontinentale, estesa anche al Nord America in ripetuti, fortunati tour nella terra del blues, Gabriel Delta ha condiviso palcoscenici, session, e festival con i massimi esponenti del blues contemporaneo, compresi B.B. King, James Cotton, Eugene “Hideaway” Bridges, Taj Mahal, la Blues Brothers Band e Watermelon Slim e tanti altri.

Musicista esperto e versatile, Gabriel Delta conosce bene le dinamiche del blues elettrico ma dà il suo meglio anche in episodi “roots”, più sommessi e scevri di amplificazione, come dimostra nell’album acustico “Roots” del 2005, e “Kusiwan” del 2007 registrato a Vercelli e masterizzato a Buenos Aires. Nella lingua delle popolazioni quechua, native di Argentina, “Kusiwan” è l’invito a vivere la vita con allegria e determinazione in ogni circostanza; un atteggiamento filosoficamente bluesy che ben si adatta alla personalità del musicista, anche quando sceglie di esprimersi al di là della familiare struttura delle dodici misure.

In brani inventivi e originali che hanno ormai raggiunto lo status di blues standard, Gabriel Delta dichiara di appartenere a un mondo musicale ormai condiviso, in cui la globalizzazione non è necessariamente sinonimo di conformismo. “Only With My Soul” è la sua personale, sincera dichiarazione d’amore al blues: il cantante confessa di essere nato molto più a sud del Mississippi, ma rivela (e potrebbe farlo anche senza parole) che le credenziali per suonare come suona stanno nella sua anima.

Edoardo Fassio

Contacts:

booking@gabrieldelta.com

www.gabrieldelta.com