Veronica & The Red Wine Serenaders

Veronica & The Red Wine Serenaders è un progetto musicale nato nel 2009 che coinvolge musicisti appassionati di country blues e ragtime, di hokum e jug band music e di tutta la musica popolar-rurale degli anni ’20 e ’30. Veronica Sbergia, Max De Bernardi e Alessandra Cecala girano l’Europa in lungo e in largo cercando di mantenere viva questa ricchissima e preziosa tradizione musicale, rispettandone, si, il linguaggio e l’intenzione originari, ma adattandone il contesto ai giorni nostri. Un concerto che non è solo concerto ma un viaggio attraverso le piantagioni del sud degli Stati Uniti, i bordelli di New Orleans, il proibizionismo con tutti i suoi controsensi, le barrelhouses del Delta del Mississippi e le prigioni della Louisiana, un percorso che si snoda sul filo delle voci delle grandi cantanti degli anni Venti e delle registrazioni sul campo dei bluesman dimenticati, fino ad arrivare al blues urbano della Grande depressione del ’29. Una sorta di carrozzone circense dove con gli strumenti della tradizione musicale americana (chitarre resofoniche e acustiche, ukulele, banjo, washboard, kazoo) ci faranno scoprire l’attualità spiazzante della musica degli anni ’20 e ’30.Un carrozzone sempre in viaggio con il quale incontreremo Robert Johnson, Blind Blake, Memphis Minnie, Casey Bill Weldon, Leadbelly, il Reverendo Gary Davis, Sister Rosetta Tharpe, i Mississippi Sheiks, la Memphis Jug Band, Woody Guthrie, Bessie Smith….e le loro storie. Storie di prostitute, disoccupati, ubriaconi, giocatori d’azzardo e cuori spezzati affrontati con ironia e passione, storie di donne e uomini comuni alle prese con le gioie e i dolori della vita di tutti i giorni.

Tra ragtime, folk, pre-war blues, early jazz e spiritual ascolterete la voce e il suono della fascia più debole della popolazione americana e per questo forse la più autentica ed evocativa. Vi sorprenderete scoprendo quante analogie ci siano tra il passato e il presente.
Veronica & The Red Wine Serenaders si sono esibiti in Francia, Svizzera, Ungheria, Spagna, Inghilterra, Caraibi e Italia.

Dicono di noi:
“La più bella realtà europea in fatto di country-blues, ragtime, hokum e jug-band music “Il Buscadero
“Il più credibile gruppo che rinverdisce i fasti dei Mississippi Sheiks…”Il Blues
“Good time blues is alive and well and residing in… Milan, Italy. A band with a mission”Folk & Roots Magazine
“Dovrebbe far riflettere il successo che l’operazione di Veronica Sbergia e Max De Bernardi sta ottenendo in tutta Europa” – Chitarre
“La sua musica e’ come i vestiti che indossa: vintage con rivisitazioni contemporanee”Il Corriere della Sera
“Un disco cosi’ meriterebbe il “botto” perchè il duo fa maledettamente sul serio”D La Repubblica delle Donne

Organico:

Veronica Sbergia: voce, ukulele, washboard, kazoo
Max De Bernardi: chitarre National resofoniche, ukulele, chitarra acustica
Alessandra Cecala
: contrabbasso

Discografia:

Ain’t nothin’ in ramblin’ – Autopr. (2007)
Veronica & The Red Wine Serenaders – Totally Unnecessary Records (2009) D.O.C.- Totally Unnecessary Records (2011)
Old Stories for Modern Times – Totally Unnecessary Records (2012)

“Old Stories for Modern Times” is the new album of Veronica Sbergia and Max De Bernardi, irreplaceable souls of Red Wine Serenaders, ensemble acclaimed by the national press as “The most beautiful European reality in terms of countryblues, Ragtime, Hokum and ‘Jugband music “(The Buscadero). The album entirely acoustic recorded between the months of May and December 2011 in mono and mixed tape through analog consolle.

The production was strictly focused to keep the original sounds of the instruments at the possible best, as well as the dynamics and associated ripples, capturing the natural reverberation of the environment by the use of panoramic microphones and limiting the “digital intrusions.”
This album is actually a small excursion into rural American popular-music from the early years of the last century, where great songs are reinterpreted by artists like Big Bill Broonzy, Memphis Minnie, Jimmie Rodgers, Sidney Bechet, Lucille Bogan, Bo Carter, Delmore Brothers …

The songs are chosen by a repertoire ranging from 1910 to 1939, indeed a real invitation to the rediscovery or, in some cases, the discovery of the characters that have made great this music with their stories; songs that bring fun, deeply moved, rhythms for dancing or being rocked.
Among ragtime, folk, pre-war blues, early jazz and gipsygrass, you will listen in reality to the voices of the poorest of the U.S. population and, reason to this, perhaps the most authentic and evocative.

You will be surprised discovering how many similarities there are between the past and the present days. Hence the title “Old Stories for Modern Times”, because historical memory is now more important than ever.
Voices, resophonic guitars, washboard, ukulele, mandolin, harmonica, bass will be guide stars in a journey through the atmosphere of the Vaudeville, the medicine show, the first brothels of the 1900 and cotton plantations. An irresistible mix of sounds so healthy !

Embellishing the album with their art and skill are two exceptional guests : Sugar Blue (a legendary harmonica player in the past alongside the Rolling Stones, Bob Dylan, Willie Dixon and Frank Zappa) and the world master of resophonic guitar, Bob Brozman.

Veronica and Max have performed in France, Hungary, England, Switzerland, Spain, Croatia, Austria. The record “Veronica & The Red Wine Serenaders” won the prize for originality “Out of Control” (MEI) in 2010, awarded by a jury held by Giordano Sangiorgi, Gianni Lucini, Marco Denti, Marino Severini (Gang) and Michele Anelli; while the album “DOC” was voted as best CD of the year 2011 by readers of Rootshighway. Veronica was also the first Italian artist to be invited to the prestigious Mustique Blues Festival 2012, event in order charity that takes place in the beautiful Caribbean.

“On la croirait presque directement arrivée de l’époque des Bessie Smith et autres grandes légendes du blues, et pourtant Veronica Sbergia n’est ni vieille, ni noire, ni même américaine mais tout bonnement jeune et italienne”. Blues sur Seine

“Un disco così meriterebbe il botto”. D La Repubblica
“Il più credibile gruppo che rinverdisce i fasti dei Mississippi Sheiks”. Il Blues

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Danny Bronzini

Danny Bronzini chitarrista, cantante, classe 1995 considerato dal pubblico e dalla critica come il nuovo talento del “blues made in Italy”. Danny si innamora della musica blues sin da piccolo, ascoltando cd trovati in casa e inizia a mettere le mani sul manico della chitarra giovanissimo e, viste le capacita’, il ragazzino a 13 anni inizia a prendere lezioni dal maestro di chitarra blues pistoiese Nick Becattini, e si iscrive alla Scuola Superiore di Musica Lizard di Fiesole (FI). Danny, nonostante la giovane età, vanta gia’ un curriculum di tutto rispetto, infatti ha già  suonato (e in alcuni casi collaborato) con musicisti come: Cris Pacini, Peewee Durante, Matteo Sodini, Davide Malito, Carlo Romagnoli, Borrkia Big Band ed altri… Inoltre ha aperto i concerti  diTexas Slim, Modena City Ramblers, Ellade Bandini Trio e B.B.King, ha  suonato in vari eventi come Musicastrada, Musica W Festival, Valdera Rock, Bluesacco e nei vari locali e pub italiani.

Gli artisti e le band a cui si ispira sono molteplici.. i principali   possono riassumersi in:

B.B.King, Muddy Waters, Matt Schofield, Robben Ford, Jimi Hendrix, Stevie Ray Vaughan, Albert King, Freddy King, John Mayer, The Meters  etc….e attraverso l’ascolto di vari fraseggi musicali Danny ha costruito il suo stile che spazia nel blues, nel jazz,e nel funk blues, rimanendo sempre fedele alla musica afroamericana.

Il 2012 per Danny e’ stato l’anno della consacrazione, infatti si e’ iscritto con la band Danny Bronzini Trio  a 3 contest italiani (Pistoia Blues, Torrita Blues, Torre Alfina Blues) classificandosi Primo in tutte e tre le manifestazioni e, di conseguenza, suonando su quei prestigiosi palcoscenici.

Attualmente Danny suona con 2 band e un duo acustico che sono: Danny Bronzini Trio, RedNeck,e il duo acustico con il maestro ed amico Filippo Antonini anche lui chitarrista.

Danny Bronzini Trio

La formazione della Danny Bronzini Trio e’ composta oltre che da Danny  alla chitarra & voce, da Mario Ginesi alla batteria e Luca Chiellini all’hammond.

RedNeck

La formazione dei RedNeck e’ composta oltre che da Danny alla chitarra & voce, da Enrico Cecconi alla batteria, Renato Marcianò al basso, e Peewe Durante alle tastiere.

mailto:mbronz@alice.it

Treves Blues Band

L’avventura della Treves Blues Band nasce nel 1974 quando un giovane armonicista di Lambrate decide di partire con una “missione impossibile”: divulgare i valori del Blues, la sua storia e i suoi grandi interpreti. L’armonicista in questione è Fabio Treves, da qui in poi ribattezzato “il Puma di Lambrate”, che con la sua band ha viaggiato in lungo e in largo per l’Italia e per il mondo e ha tenuto alta la bandiera del “Blues made in Italy”.

I suoi concerti sono un viaggio nella storia di questa musica, dai primi canti di lavoro a quello arcaico e campagnolo, dal blues elettrico di Chicago a quello più moderno. Rassegne estive, blues festival, locali, scuole università, radio, televisioni, tanti e diversi tra di loro sono i luoghi che hanno ospitato la TBB, la prima band italiana a proporre un genere musicale che sembrava avere radici tanto lontane ma che era capace di coinvolgere tanto pubblico.

www.trevesbluesband.it

Dago Red

“They love what they do and they do it damn well. They’re one of the best band I’ve heard in a long, long time…”
Frank Hennessy, BBC Radio  Celtic Heart Beat.

Sulla strada dal 1998, hanno vinto l’Italian Blues Challenge nel 2011 e rappresentato l’Italia allo European Blues Challenge di Berlino nel 2012.
Attingono dal Folk e dal Blues riuscendo a fonderne i colori, creando un sound personale e riconoscibile all’istante. Hanno composto brani interpretati da artisti dell’etichetta discografica “Acoustic music record” di Peter Finger.
Semifinalisti con “What’s For” all’International Songwriting Competition, sono stati selezionati da una giuria tra i cui componenti c’erano Tom Waits e Robert Smith (The Cure). Hanno pubblicato 3 cd oltre ad avere le loro canzoni presenti in decine di compilation.
Hanno suonato nei principali festival Blues in Italia e in d’Europa

www.dagored.it
0039.340.26.71.833
0039.349.370.43.23
facebook.com/dagoredblues

Gennaro Porcelli

Napoletano doc, classe 1981, Gennaro Porcelli ne ha fatta di strada per arrivare dove è oggi: attuale chitarrista di Edoardo Bennato e leader del trio “Gennaro Porcelli & the Highway 61”, considerato da pubblico e critica uno dei più promettenti talenti del blues “made in Italy”. Non a caso può vantare un curriculum di tutto rispetto: Alex Britti (tour 2006/2007), Louisiana Red, Bobby Dixon (figlio del più famoso Willie Dixon), Nathaniel Peterson, Kenny Neal, Abi Wallestein, Carvin Jones, Ronnie Jones, Ernesto Vitolo, Tony Esposito, Roberto Ciotti, Antonio Onorato, Rudy Rotta, Beppe Grillo, Lino Cannavaciuolo, Piero Pelu’, Blue Stuff, Lello Panico, Maurizio Capone, Enzo Avitabile, Eugenio Bennato, Tullio De Piscopo, Morgan, Pino Scotto, Tre Allegri Ragazzi Morti, Claudio Baglioni sono solo alcuni dei nomi illustri con cui Gennaro ha avuto il piacere di suonare; Hot Tuna, Eric Sardinas, Corey Harris, Lil ‘Ed & The Blues Imperials, Louisiana Mojo Queen, Tolo Marton, Uli John Roth, Billy Branch, Renzo Arbore, Robben Ford e altri ancora, appartengono invece alla lista di musicisti affermati con cui ha potuto condividere il palco. Degna di nota, inoltre, è la sua recente performance live con il chitarrista texano Buddy Whittington, storico componente dei Bluesbreakers di John Mayal.
Definiti “powerfull”, i suoi concerti sembrano ripercorrere proprio l’Highway 61, ovvero la nota autostrada americana lungo la quale i vari stili di Blues e Southern rock si sono sviluppati, proponendo così un repertorio che spazia dal Chicago style a quello di New Orleans, dallo stile di Austin a quello di Memphis.

http://www.gennaroporcelli.com

Filippo Antonini

Nato nel 1979 a Viareggo (Lucca) Filippo Antonini fin da piccolo coltiva e sviluppa una grande passione per la musica, specialmente per il blues, ascoltando e studiando i maestri che hanno formato questo stile come B.B. King, Albert Collins, Albert King, T- Bone Walker, Stevie Ray Vaughan, Muddy Waters.
Nel 2002 lui e la sua band vengono scelti dal famoso chitarrista blues Tommy Castro come band di apertura durante il suo tour europeo e di registrare e pubblicare il suo primo cd, intitolato “Callin’ San Francisco”.
Fino a questo momento ha avuto l’opportunità di condividere il palco con artisti del calibro di  Duke Robillard, Elvin Bishop, Otis Taylor, Tommy Castro, Nine Below Zero, Eric Sardinas e tanti altri.
Nel 2007 entra in contatto con il famoso produttore messicano Juan Salinas e l’anno seguente registra il suo ultimo Cd in due versioni (in inglese e in spagnolo) intitolato “The Time Has Come” e “El Tiempo Llego”.

www.filippoantonini.com

Flavio Paludetti

Flavio Paludetti inizia la sua formazione musicale sin da piccolo, supportato dall’incoraggiamento dei genitori, entrambi musicisti amatoriali. All’età di nove anni si iscrive al conservatorio “Corelli” di Vittorio Veneto che abbandona dopo due anni, spinto dal desiderio di approfondire lo studio della musica moderna; in questi anni ha modo di studiare con diversi insegnanti tra cui, Massimo Zemolin che lo inizia all’armonia jazz e Andrea Allione.

Attorno ai vent’anni decide di approfondire la conoscenza dei vari stili del blues da quello classico a quello fortemente influenzato da sonorità jazz e funky. Nel corso degli anni condivide il palco con Rudy Rotta e partecipa a numerose jam session con diversi musicisti tra cui James Thompson, W.I.N.D., Mojo Hand, C. Cojaniz, Marco Pandolfi, Franco Toro, Loris De Cecchi, Tino Gonzales, Martino Repetto ed Enrico Crivellaro.

Nel 2000 grande successo di critica e pubblico ottiene al Blues Festival di Villanova (PD), esibendosi prima di Herbie Goins, al Blues Festival di Nuova Gorica (Slovenia) ed al Motoraduno internazionale di Osoppo (UD), suonando prima di musicisti di livello mondiale. Nell’inverno del 2001 si reca a Chicago per attingere direttamente dalla fonte dei maestri; qui instaura subito un rapporto di amicizia con Ariyo, pianista di Billy Brunch, che lo guida alla scoperta della scena blues di Chicago. Durante la sua permanenza ha modo di suonare con musicisti del calibro di Michael Coleman, Eddy Taylor jr., Lurrie Bell e Brother Jhon, artista emergente.

Durante il 2002 ed il 2003 continua a calcare i palchi dei pub e dei blues festival, come ad esempio il “Chions Blues Festival” (PN) ed il “Wodoo Childe Blues Festival” (VE).

Nel 2004 si reca a Vancouver, in Canada, dove riesce a farsi apprezzare dalla scena artistica locale ed a suonare con numerose band tra cui “The Twister”, considerata una delle migliori formazioni blues nazionali e vincitrice del “W. C.Handy” canadese nella categoria miglior album. L’apertura ad esperienze musicali che esulano dal “puro blues” si concretizzano nell’ampliamento del repertorio della band che riesce ad offrire sonorità che spaziano dai classici di B.B.King e dal funky di Albert Collins/James Brown a quelle più eclettiche di George Benson e Wes Montgomery.

A sancire il successo della band è la partecipazione, nell’estate del 2006, al festival “Blues in Villa” (PN), durante il quale, la band viene acclamata come vincitrice del premio “Guido Toffoletti”. Nella medesima occasione ha l’opportunità di condividere il palco con Sherman Robertson. Le occasioni per confrontarsi con musicisti di un certo calibro non mancano infatti ha la possibilità di suonare con Papa Gorge (UK) nell’ambito della manifestazione “Festintenda 2006” (GO).

Parallelamente alle performances “live”, svolge dal 2001, l’attività di insegnate tenendo corsi individuali e collettivi di chitarra moderna, musica d’insieme e armonia presso diversi istituti privati del Veneto e del Friuli.

Dal 2003 collabora regolarmente con la fondazione “G. Tomat” di Spilimbergo (PN) all’interno della quale tiene lezioni dei suddetti corsi e coordina la sezione dedicata alla musica moderna e lo svolgimento dei saggi interni alla scuola.

Nel 2007 partecipa, nell’ambito di “Umbria Jazz” al master organizzato dalla Berkley Music Accademy nell’ambito del quale approfondisce il linguaggio jazz.

Nell’ anno accademico 2008/2009 viene ammesso al conservatorio “Venezze” di Rovigo per frequentare il Triennio Jazz (equiparato all’università) dove ha avuto modo di studiare con insegnanti altamente qualificati come Stefano Bellon, Sandro Gibellini, Marco Tamburini, Marcello Tonolo e Riccardo Chiarion; consegue la laurea con la votazione di 110 e lode.

Dal 2007 al 2010 è insegnante presso la “The Groove Factory Music Accademy” presso cui tiene corsi individuali e collettivi di chitarra e corsi collettivi di armonia funzionale, ear training e solfeggio ritmico.

Attualmente collabora anche con la scuola di musica di Rivignano (UD). Nel 2010 registra il suo primo cd “First Love” con musicisti di fama internazionale tra cui James Thompson, già sassofonista di Zucchero e Paolo Conte. Il cd ottiene grande successo a livello internazionale con ottime recensioni reperibili sul sito www.flaviopaludetti.it

Nel 2011 continua l’attività concertistica che vede l’importante partecipazione al Baja blues and Jazz Festival in Ungheria assieme all’hammondista Pietro Taucher e a Manuel Pestrin alla batteria. Le occasioni per importanti appuntamenti continuano nel 2012 con l’esibizione presso Il Castel S. Giusto di Trieste.
info@flaviopaludetti.it
www.youtube.com/user/flaviopaludetti
cell. +39.347.4433062


Paludetti Flavio began his musical training from an early age, supported from encouragement of parents, both amateur musicians. At the age of nine he entered the Conservatory “Corelli” of Vittorio Veneto, which leaves after two years, driven by a desire to deepen the study of modern music; at the age of sixteen had the opportunity to study with several teachers including Massimo Zemolin that starts jazz harmony and Andrea Allione. Around the age of twenty he decided to support the understanding of various styles from classical to blues heavily influenced by jazz and funk.

Over the years he shared the stage with Rudy Rotta and participates in numerous jam sessions with various musicians including James Thompson, WIND, Mojo Hand, C. Cojaniz, Marco Pandolfi, Toro Franco, Loris De Cecchi, Tino Gonzales, Martino Repetto and Enrico Crivellaro.

In 2000 achieved great success with audiences and critics at the Blues Festival Villanova (PD), appearing before Herbie Goins, the Blues Festival in Nova Gorica (Slovenia) and the International Motorcycle Rally Osoppo (UD), first playing of musicians worldwide .

In the winter of 2001 he went to Chicago to draw directly from the source of the masters; here quickly established a friendship with Ariyo, pianist of Billy Brunch, which leads him to the discovery of the Chicago blues scene. During his stay he’s playing with the likes of Michael Coleman, Eddie Taylor Jr.., Lurrie Bell and Brother John, emerging artist.

During 2002 and 2003 continues to tread the stage of pubs and blues festivals, such as “Chions Blues Festival” (PN) and “Childe Wodoo Blues Festival” (VE).

In 2004 he moved to Vancouver, Canada, where it can be appreciated by the local art scene and played with numerous bands including “The Twister”, considered one of the best teams and won the national blues “W. C.Handy “Canada’s best album in the category. The opening musical experiences beyond the “pure blues” are reflected in expanding the repertoire of the band that is able to offer sounds ranging from classic to funky and BB King Albert Collins / James Brown to the most eclectic of George Benson and Wes Montgomery.

The success of the band is confirmed by the participation in the summer of 2006, at the festival “Blues in Villa” (PN), during which the band is hailed as a winner of the “Guido Toffoletti”. On the same occasion, had the opportunity to share the stage with Sherman Robertson. Opportunities to deal with musicians of a certain caliber there in fact has the chance to play with Papa George (UK) part of the “Festintenda 2006” (GO).

In parallel to the performances “live”, has taught since 2001, the activities taking individual and collective courses of modern guitar, harmony and ensemble music from various private institutions in Veneto and Friuli.

Since 2003 he has worked regularly with the foundation “G. Tomat ” in Spilimbergo (PN) in which he lectures on these sessions and coordinates the section devoted to modern music and the performance of the assays within the school.

In 2007 he participated in courses organized by the Berkley Music Academy in Umbria Jazz, which deepens the jazz language.

In academic year 2008/2009 was admitted to the Conservatoire “Venezze” of Rovigo to attend Triennium Jazz (equivalent to university) where he was able to study with highly qualified teachers as Stefano Bellon, Sandro Gibellini, Marco Tamburini, Marcello Tonolo and Riccardo Chiarion; graduated with a score of 110 with honors.

From 2007 to 2010 he taught at the “The Groove Factory Music Academy” in which he teaches guitar and individual and collective lessons of functional harmony, ear training, music theory and rhythm.

Currently also working with the school of music Rivignano (UD). In 2010 she recorded his first CD “First Love” with internationally renowned musicians including James Thompson, Zucchero’s former saxophonist and Paolo Conte. The cd got great success internationally with excellent reviews available on the site www.flaviopaludetti.it

In 2011 continued the concert that sees the important participation in the Baja Blues and Jazz Festival in Hungary with Pietro Taucher on hammond and Manuel Pestrin on drums. The opportunities for important appointments continue in 2012 with a performance at the “Castel S. Giusto” in Trieste.

info@flaviopaludetti.it
www.youtube.com/user/flaviopaludetti

There Will Be Blood

I There Will Be Blood nascono nel 2009. Riccardo Giacomin e Davide Paccioretti sono due bassisti, che condividono la passione per la musica blues del Mississippi e per le atmosfere polverose e aride del West America.
Ai due si unisce Mattia Castiglioni; l’idea è di formare un gruppo con 2 chitarre e una batteria e dopo un paio di prove la band è formata e comincia a muovere i primi passi sui palcoscenici e comincia ad intrecciare una piccola, ma fitta, rete di contatti con gli appassionati di blues, arrivando così ad esibirsi in alcuni dei più importanti festival blues del nord Italia.

therewillbeblood@hotmail.it
thomasmagnum@hotmail.it

Tel:
Riccardo: 3286851864
Mattia: 3460673575

Stefano Ronchi Blues Band

Stefano Ronchi, chitarrista e cantante blues genovese, classe 1982.

Laureato in Storia della Musica presso la Facoltà di Lettere e Filosofia di Genova, diplomato in chitarra jazz presso il conservatorio N. Paganini di Genova.

Il suo percorso professionale, cominciato nel 2005, ha attraversato generi musicali totalmente differenti, dal bluegrass al pop (Zibba & Almalibre, Bunna –Africa Unite- Moony, Monica Hill, Los Locos, Umberto Smaila, e molti altri) fino al jazz (vincitore Premio delle Arti di Messina 2009, vincitore Premio Paolo Martino 2009), portandolo infine a realizzare il sogno di suonare il Blues, ciò che ha sempre amato di più, con una propria e affiatata Blues Band.

L’ amore per TUTTA la musica, oltre che essere una “dote di natura”, è sicuramente frutto dell’aiuto e dello studio fatto con quelli che sono stati i suoi principali maestri: Robben Ford, Paolo Bonfanti, Alessio Menconi, Piero Leveratto, Giampaolo Casati e Alberto Malnati.

In questi anni ha avuto l’opportunità di maturare una notevole esperienza sia in studio (dischi editi con Warner, Videoradio, Volume Records, Maia Records, ecc..) sia dal vivo, calcando alcuni dei palchi più belli e importanti a livello nazionale: Blue Note (Milano), Auditorium della Musica (Roma), Villa Celimontana International Jazz Festival (Roma), Carpino Folk Festival (Bari), Tuscia in Jazz Festival (Viterbo), Nuvolari Festival (Cuneo), Castelfranco Blues Festival (Castelfranco Emilia), Torrita Blues Festival (Torrita di Siena), Brianza Blues Festival (opening act per The Blues Brothers), Sori Jazz Festival (opening act per Brian Auger), Ferrara Buskers Festival (Ferrara), Biella Jazz Club (Biella), Count Basie Jazz Club (Genova), e molti altri.

Il primo “sigillo” nel Blues è il disco “Honeysuckers from the green valley” (2010), registrato con un quartetto composto da tre dei più titolati musicisti jazz nel panorama nazionale: Alberto Malnati, Rodolfo Cervetto e Luca Dell’Anna. Il disco ottiene un’ottima recensione dalla rivista francese “Blues & Co”, che nell’occasione descrive Stefano come uno dei più talentuosi chitarristi jazz blues nazionali.

Ma il viaggio più importante Stefano lo fa “indietro”; partito da sonorità moderne alla Robben Ford , ha progressivamente scavato nella storia del Blues, andando fino alle radici, dove finalmente si è sentito “a casa”. Nei suoi viaggi a Chicago ha avuto l’onore di suonare con maestri del Chicago blues: Lurrie Bell, Billy Branch, Jimmy Burns, Linsey Alexander, Mary Lane, James Wheeler, solo per citarne alcuni. Tutto questo percorso, e questo insieme di esperienze musicali e personali, è stato messo su un disco, il suo primo da solista, in uscita ad agosto 2012, “I’m ready”.

-La band-

Insieme al disco solista è nata anche una band, incaricata di portarlo in giro: la Stefano Ronchi Blues Band. Ne fanno parte amici di vecchia data, ma anche musicisti conosciuti negli ultimi anni, per merito delle nuove collaborazioni a cui Stefano ha preso parte, tra cui la più importante è sicuramente quella con il cantautore ligure Zibba e la sua band: gli Almalibre.

La STEFANO RONCHI BLUES BAND è dunque composta da:

Stefano Ronchi: chitarra, voce
Max Vigilante: piano, voce
Stefano Cecchi: basso
Marco Fuliano: batteria
Fabio “Kid” Bommarito: armonica

Il suono della band principalmente si ispira al Chicago Blues, in cui si vengono a fondere una vena più elegante, che richiama il primo BB King, e una più aggressiva, nello stile di Albert King, John Lee Hooker, Clarence Gatemouth Brown, e altri ancora. Non mancano parentesi acustiche, in cui Stefano imbraccia dobro e slide, e accompagnato dalla band riporta gli ascoltatori alle sonorità di uno dei suoi bluesmen preferiti: Skip James.

www.stefanoronchiblues.com

The True Blues Band

La formazione veronese The True Blues Band è nata nell’anno 2009 con l’idea iniziale di riunire in un’unica formazione diversi strumentisti, in grado di fornire una base solida ai numerosi artisti Blues internazionali in tour in Italia. Insomma, una specie di “national blues band”, dove il gruppo di casa è in realtà nazionale più che locale. Con questo intento la True Blues Band, negli scorsi anni, ha già affiancato in una serie di concerti il bluesman gallese Rowland Jones, l’americano James Thompson, saxophonista e sessionman di lusso, Carl Wyatt e Archie Lee Hooker.

Dal 2010, inoltre, la formazione ha modo di accompagnare i migliori bluesmen nazionali, in occasione dei raduni nazionali di Blues Made In Italy, team collaborativo di comunicazione, senza scopo di lucro, nato per la promozione e la diffusione del Blues italiano.

La The True Blues Band è sempre stata una formazione aperta, sull’esempio delle formazioni inglesi di blues dalle quali ha preso spunto: la Blues Incorporated di Alexis Korner e John Mayall & The Bluesbreakers, nonché l’italiana Guido Toffoletti’s Blues Society. Il nucleo base della The True Blues Band è formato da Valter Consalvi (vocals & rhythm guitars), Lorenz Zadro (guitars), Matteo Vallicella (electric & double bass), Filippo Romano (piano & keys), Giacomo Aio (drums).

Nei primi mesi del 2012 la band ha inciso un album dal titolo “TBB & Friends”: un’ambiziosa opera collettiva che si avvale del supporto di tredici musicisti ospiti oltre alla band stessa, per un prodotto a più mani, costituito per lo più da brani autentici a firma di Consalvi e Zadro, che riflettono storie di vita quotidiana, il dramma della disoccupazione, la lotta alla mafia, le problematiche professionali di chi fa il musicista, la nostalgia per la terra d’origine, ricordi sentimentali e un omaggio agli eroi dimenticati di El Alamein.

Durante i concerti, al nucleo base della The True Blues Band si alternano musicisti inglesi e/o americani o ospiti italiani, con i quali la The True Blues Band ha avuto modo di collaborare, sia su disco ma anche in formazioni stabili per una serie di concerti.

CONTATTI

Sito web: www.thetruebluesband.com
Facebook: www.facebook.com/thetruebluesband
YouTube: www.youtube.com/thetruebluesband